
Luogo
Cassino (Frosinone)

Anno
2023 / 2024

Committente
RFI - Gruppo FS

Dati dimensionali
14,61 ml (LU) - 4 ml (LA)

Introduzione e cenni storici
L’opera d’arte in oggetto è un ponte a travate gemelle ubicato al km 137+637 del tratto di linea ferroviaria a doppio binario Roma-Cassino, nel comune di Cassino.
L’opera si colloca nelle immediate vicinanze della stazione di Cassino e permette lo scavalco del fiume Gari, in corrispondenza del parco delle Terme Varroniane.
Il ponte ferroviario esistente è composto da una travata metallica del tipo a travi gemelle aventi luce netta pari a 15,5 ml, mentre la luce tra le spalle misurata ortogonalmente è pari a 15,31 ml.
Geograficamente il territorio di Cassino è ubicato in posizione strategica sulle due direttrici verso Roma e verso Napoli, connessa mediante importanti infrastrutture di collegamento. Nel 1892 fu la prima linea ferroviaria tra la Capitale e il capoluogo campano, con la realizzazione di due stazioni, una nel centro urbano ed una denominata Fontanarosa. Negli anni ’60 fu affiancata dalla nuova autostrada A1 parallela alla vecchia via Casilina. Il territorio di Cassino rappresenta una vera e propria centralità urbana di notevole importanza con caratteristica di polo attrattivo per tutta la Provincia di Frosinone.
L’impalcato esistente è costituito da 2 travate gemelle costituite da 4 travi a doppio T di altezza pari a 1,00 metro. La struttura portante è controventata orizzontalmente con diagonali a L che collegano le travi, a cui di aggiungono calastrelli realizzati con profili a doppio T. Dall’analisi di archivio interno è stato reperito un elaborato as built circa un disegno schematico del ponte a travate metalliche sul fiume Gari al km 137+637 della linea Roma-Cassino datato dicembre 1973. A Fronte dello stato di ammaloramento emerso durante le visite ispettive condotte dalla committenza, è stato ordinata la sostituzione delle travate.
Progettazione
Demolizione
Realizzazione
Collaudo
Progetto
La localizzazione del ponte, in un'area strategica tanto dal punto di vista infrastrutturale quanto ambientale, pone particolari sfide progettuali. Il Fiume Gari, infatti, è un corso d’acqua di grande importanza ecologica e storica, situato vicino a un sito di rilevante valore paesaggistico e culturale, che comprende anche la vicinanza alla stazione ferroviaria di Cassino. La sua posizione rende il progetto di sostituzione non solo una questione ingegneristica, ma anche un'opportunità per un intervento che deve tener conto di molteplici fattori: la sicurezza idraulica, la sostenibilità ambientale e la connessione con il contesto urbano e storico della città di Cassino.
Una delle sfide principali nella progettazione del nuovo ponte è stata la presenza del Fiume Gari e la necessità di realizzare fondazioni profonde in alveo, mantenendo attiva la circolazione ferroviaria durante tutto il periodo necessario alla realizzazione delle stesse, senza alterare il delicato equilibrio ambientale e paesaggistico. Le tecniche di costruzione selezionate includono l’uso di materiali ecocompatibili e la gestione sostenibile dei rifiuti durante tutte le fasi di realizzazione. Per ridurre al minimo l’interferenza con il corso naturale del Fiume Gari, è stato necessario ricorrere alla parzializzazione del corso d’acqua. Infatti, durante la fase di costruzione delle fondazioni e della struttura portante, il fiume è stato temporaneamente deviato in modo da consentire l’esecuzione dei lavori senza compromettere il flusso idrico naturale. Questa operazione eseguita tramite l’installazione di barriere temporanee costituite da buzzoni riempiti con sabbia naturale ecocompatibile, ha permesso di mantenere una porzione del fiume in funzione durante l’esecuzione dei lavori, garantendo nel contempo la sicurezza dell’area di cantiere.
Inoltre, per garantire la protezione della qualità dell'acqua, sono stati progettati sistemi di drenaggio e di filtraggio per evitare la contaminazione del fiume durante le operazioni di cantiere.
Durante l'esecuzione delle operazioni in alveo per la costruzione delle fondazioni profonde e la realizzazione della nuova struttura del ponte ferroviario, è stato implementato un programma di monitoraggio ambientale continuo, con particolare attenzione alla qualità delle acque del Fiume Gari. Questo monitoraggio è stato fondamentale per garantire che le operazioni di costruzione non avessero un impatto negativo sull'ecosistema fluviale e per assicurare che il corso d'acqua rimanesse nella sua condizione naturale, seppur parzialmente deviato, durante le fasi di intervento. Il monitoraggio delle acque è stato condotto mediante analisi periodiche di campioni prelevati dal Fiume Gari in vari punti strategici, sia a monte che a valle del cantiere.
Le analisi hanno riguardato parametri chimico-fisici cruciali, tra cui:
• Temperatura dell'acqua
• pH
• Concentrazione di ossigeno disciolto
• Torbidità
• Concentrazione di metalli pesanti
• Presenza di contaminanti organici
In generale, i risultati del monitoraggio hanno confermato che le operazioni in alveo sono state condotte in conformità con le normative ambientali, con un impatto minimo sul corso d'acqua. Il rispetto delle misure di contenimento e la gestione accurata delle operazioni di deviazione e parzializzazione del fiume hanno garantito la protezione dell'ecosistema fluviale, contribuendo a mantenere lo stato di salute del Fiume Gari durante tutte le fasi di lavoro.

Varo del ponte
La fase finale del progetto ha riguardato il varo dei nuovi cassoni metallici, un'operazione complessa eseguita con precisione per ridurre al minimo i disagi alla stazione di Cassino. Le attività di rimozione delle vecchie travate e installazione dei nuovi elementi si sono svolte in un’interruzione programmata di 144 ore, di cui 88 dedicate alle opere civili. Questo ha richiesto una pianificazione rigorosa e un attento coordinamento tra i vari team per garantire sicurezza ed efficienza.
I nuovi cassoni metallici, preassemblati in officina, sono stati trasportati e posizionati su supporti in calcestruzzo, per poi essere sollevati con una gru cingolata da 400 tonnellate. Il loro alloggiamento definitivo ha richiesto un’attenta gestione del posizionamento, mantenendo un preciso sbraccio di oltre 30 metri. Completato il varo, sono stati eseguiti controlli sugli appoggi, verifica dei dispositivi antisismici, impermeabilizzazione e posa dei nuovi giunti ferroviari. Le prove di carico finali hanno confermato la stabilità della struttura.
Con il completamento di questa fase, il nuovo ponte ferroviario è pronto per entrare in funzione, offrendo maggiore sicurezza, efficienza e sostenibilità. Il progetto ha rispettato elevati standard tecnici e ambientali, dimostrando l’efficacia delle soluzioni adottate e l’importanza della collaborazione tra tutte le parti coinvolte.

